Fvg, approvata la riforma della casa: più strumenti per affitti e inclusione abitativa

A Trieste il via libera del Consiglio regionale al ddl 80: la riforma punta su alloggi accessibili, recupero urbano e governance più

10 giugno 2026 20:01
Fvg, approvata la riforma della casa: più strumenti per affitti e inclusione abitativa -
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TRIESTE - Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato oggi la riforma delle politiche abitative regionali, un provvedimento che interviene su accesso alla casa, inclusione abitativa, coesione sociale e rigenerazione urbana. Il testo, indicato come ddl 80, ridefinisce strumenti e organizzazione del settore con l’obiettivo di rendere più efficace la risposta ai cambiamenti sociali ed economici che incidono sul mercato degli alloggi e sui bisogni delle famiglie.

La nuova normativa punta a rafforzare la programmazione regionale e la gestione amministrativa, con un ruolo più definito per Comuni, Ater e Terzo settore. Tra i punti centrali indicati nella riforma ci sono il sostegno a modelli abitativi innovativi e inclusivi, il recupero di aree e contesti abitativi rimasti senza risposte adeguate e una maggiore flessibilità del sistema attraverso regolamenti attuativi capaci di aggiornare gli strumenti previsti dalla legge.

Il consigliere regionale di Forza Italia Michele Lobianco, relatore per la maggioranza, ha definito il provvedimento una scelta strategica per il futuro della regione, spiegando che la riforma nasce con una visione di lungo periodo e non solo per affrontare le necessità immediate. In quest’ottica, il testo si collega anche al tema degli alloggi accessibili già al centro della nuova legge sulla casa, affrontato nel recente dibattito sulle politiche abitative regionali.

Secondo Lobianco, il percorso che ha portato al testo è passato attraverso un confronto con istituzioni, amministrazioni locali, operatori del settore, associazioni e realtà territoriali. L’obiettivo, ha sottolineato, era costruire una norma capace di adeguarsi alle trasformazioni in corso nel mercato abitativo e di rispondere in modo più puntuale ai bisogni delle famiglie.

Tra gli strumenti valorizzati dalla riforma figurano social housing, edilizia convenzionata ed edilizia agevolata, indicati come leve per ampliare le opportunità di accesso alla casa e favorire una maggiore integrazione sociale.

Un altro asse della legge riguarda il recupero e la riqualificazione urbana. Il provvedimento, nelle intenzioni illustrate dal relatore, privilegia interventi di rigenerazione rispetto a nuova espansione edilizia, con l’obiettivo di contenere il consumo di suolo e promuovere soluzioni architettoniche moderne, sostenibili e integrate nel contesto cittadino.

Sul piano organizzativo, il testo introduce nuovi strumenti per rendere più efficiente la gestione delle politiche per la casa. La riforma rafforza il ruolo dei Comuni, valorizza le competenze delle Ater e attribuisce alla Regione una maggiore capacità di indirizzo e programmazione. Uno degli elementi qualificanti del provvedimento, secondo Lobianco, è proprio la possibilità di adeguare nel tempo gli strumenti previsti grazie ai regolamenti attuativi, così da renderli coerenti con l’evoluzione delle esigenze abitative.

Nella costruzione dei percorsi di inclusione sociale, la legge assegna inoltre un ruolo attivo al Terzo settore, chiamato a contribuire alla realizzazione delle nuove politiche per la casa. Per il relatore di maggioranza, la casa non rappresenta soltanto la risposta a un bisogno materiale, ma un elemento decisivo per la qualità della vita delle persone e per la tenuta delle comunità.

Lobianco ha infine collocato il ddl 80 all’interno di un percorso più ampio di riforme regionali. Dopo gli interventi legati all’efficientamento e al recupero del patrimonio edilizio, il prossimo passaggio indicato riguarda la revisione della normativa urbanistica.

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