È iniziata venerdì 28 marzo all’Enoteca di Sgonico, nel cuore del Carso triestino, la seconda edizione della Wine School, un’occasione di formazione e approfondimento sui vini autoctoni del Carso. Questo evento, patrocinato dal Comune di Sgonico, ha visto la partecipazione di 11 giornalisti e operatori della comunicazione enogastronomica provenienti da tutta Italia, impegnati in un percorso educativo sul Carso transfrontaliero e le sue eccellenze produttive.
Un programma ricco di attività didattiche e pratiche
La Wine School si sviluppa in tre giornate di formazione intensa, con l’obiettivo di offrire una panoramica completa sul patrimonio vitivinicolo del Carso, esplorando le tecniche e i prodotti tipici di una viticoltura unica che rende questo territorio tanto affascinante quanto ancora poco conosciuto.
Il primo giorno: una panoramica storica e degustazione
Il programma del primo giorno si è aperto con i saluti istituzionali da parte dei rappresentanti del GAL Carso – Las Kras e l’intervento del Presidente David Pizziga. Successivamente, la formazione è iniziata con una sessione a cura di Stefano Cosma, che ha guidato i partecipanti attraverso la storia della viticoltura a Trieste e nel Carso, raccontando l’evoluzione di un settore che ha segnato in profondità la cultura del territorio. La seconda sessione, condotta da Robi Jakomin, responsabile di progetto per il GAL, ha approfondito la produzione vitivinicola attuale del Carso, concentrandosi sui vitigni autoctoni e sulle tecniche di lavorazione. A fine giornata, i partecipanti si sono spostati nel Carso goriziano, visitando l’Azienda Agricola Castelvecchio di Sagrado, dove hanno degustato vini tipici come Malvasia, Terrano e Refosco. La serata si è conclusa con una cena alla Trattoria sociale Grabrovica a Sgonico, per assaporare i piatti tipici della cucina locale.
Il programma continua: alla scoperta del territorio del Carso
Sabato 29 marzo, il viaggio nella scoperta del territorio è proseguito con una visita all’Azienda Agricola Perinova Kmetija in Slovenia. I partecipanti hanno avuto l’opportunità di immergersi nei sapori tradizionali del Carso con un pranzo in Osmiza presso Kocjančič a San Dorligo della Valle, per poi partecipare all’evento “Teranum: Vini rossi del Carso”, un’occasione per degustare alcune delle migliori etichette della zona. La giornata si è conclusa con una cena all’Antica Trattoria Menarosti di Trieste.
Il gran finale: olivicoltura e apicoltura del Carso
Domenica 30 marzo, l’ultimo giorno della Wine School è stato dedicato a scoprire le altre eccellenze del Carso, andando oltre il vino e esplorando le tradizioni locali dell’olivicoltura e dell’apicoltura. Un’opportunità per comprendere il valore di un territorio che, oltre alla sua viticoltura, conserva un forte legame con le sue radici agricole.
Un progetto che promuove lo sviluppo agricolo e turistico del Carso
La Wine School si inserisce nell’ambito del progetto “AGROTUR+”, co-finanziato dall’Unione Europea nel quadro del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia. L’iniziativa ha come obiettivo la promozione dello sviluppo delle attività agricole e turistiche nel Carso transfrontaliero, incentivando l’uso sostenibile del suolo e proteggendo il patrimonio carsico. Il progetto è coordinato dal Kmetijski Inštitut Slovenije e vede la collaborazione di enti pubblici e privati italiani e sloveni, tra cui il GAL Carso – Las Kras. Questa sinergia rappresenta un forte impegno verso un futuro sostenibile e la valorizzazione delle risorse locali, con l’obiettivo di ridurre le migrazioni quotidiane e creare nuove opportunità per la comunità del Carso.