Allerta poveri sottili in Veneto, complici diversi fattori: da un lato il perdurare del bel tempo, con situazioni di stabilità, senza l’arrivo di precipitazioni che potrebbero invece favorire la dispersione delle pm10; dall’altro i recenti panevin, che con la combustione di legna hanno portato a un picco dell’inquinamento dell’aria su gran parte del Veneto, e in particolare nel Trevigiano.
La situazione tuttavia era già delicata da alcuni giorni, tanto che l’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpav), nel primo bollettino dell’anno aveva già rilevato quote ben al di sopra del limite giornaliero. Nelle zone di Este, Legnago e Cittadella già a Capodanno era stato raggiunto il livello di allerta 1 “arancione”, determinato da quattro giorni consecutivi di superamento dei limiti.
Il dato sconfortante è che in alcune stazioni le concentrazioni avevano già oltrepassato il doppio del valore limite giornaliero. E la situazione, per i prossimi giorni, prevede un ulteriore peggioramento.
A Padova i pm10 sono sopra i limiti ormai da quattro giorni e sono già previste le prime limitazioni al traffico. L’allarme giallo di Arpav riguarda anche le province di Venezia, Treviso, Vicenza e Rovigo.
Stop anche a San Bonifacio, Este, Cittadella, Legnago
Le misure dell’allerta arancione
Saranno i singoli sindaci a firmare le ordinanze antismog che con l’allerta arancione prevedono il blocco dei mezzi diesel da Euro 0 a Euro 4, benzina fino a Euro 2, e veicoli commerciali fino a Euro 3. Stop anche ai caminetti e alle stufe da 2 stelle in giù.