È un nuovo modello organizzativo quello recentemente attuato nel punto nascita dell’Ostetricia e Ginecologia all’ospedale Città del Piave, dove la gestione del servizio di assistenza ostetrico-neonatale è stata affidata alle ostetriche che hanno progressivamente sostituito il personale infermieristico.
Tradotto nella pratica, significa che 26 ostetriche gestiscono l’attività ostetrica ambulatoriale, l’assistenza al parto naturale e al taglio cesareo in sala operatoria, la degenza della puerpera nel post parto e il neonato al nido: considerato il loro percorso formativo rappresentano la figura professionale più idonea nella gestione del neonato in assenza di patologie.
“E’ un progetto che nasce qualche anno fa allo scopo di migliorare l’assistenza prestata alla donna e al neonato nel punto nascita, sostenuto anche dal direttore della pediatria Pier Giuseppe Flora, il quale ha previsto la ridefinizione delle professionalità e delle competenze, e nell’assistenza l’impiego di personale con competenze specifiche” spiega il direttore dell’ostetricia, la dottoressa Marika Soldà. “Attraverso la graduale trasformazione dei posti di infermiera in posti di ostetrica – continua la dottoressa Soldà – questa figura è ora presente in tutte le fasi del percorso nascita con una visione completa delle esigenze della donna e del neonato, con una presa in carico a 360 gradi”.
Il coordinamento del personale ostetrico è stato assegnato alla coordinatrice ostetrica Stefania Rossi la quale spiega: “La riorganizzazione ha previsto una formazione specifica delle ostetriche nell’assistenza neonatale e in sala operatoria nei parti cesarei, nella gestione del parto e nella continuità delle cure. Inoltre sempre più lo standard di cura di questa unità operativa si focalizza non più solo sulla madre e sul neonato bensì sulla famiglia. Negli ultimi anni il papà ha acquisito un ruolo sempre più attivo nell’evento nascita e nel sostegno alla mamma nelle fasi successive”.
In quest’ottica all’Ulss 4 è nato il “Corso di sopravvivenza per i futuri papà”, è stata avviata la procedura di “taglio cesareo dolce con contatto pelle a pelle”, che prevede la presenza del papà anche in sala operatoria con enormi benefici sulla triade familiare. Con il parto cesareo dolce entrambi i genitori assistono alla nascita del figlio e il neonato può trovare subito sul torace della mamma calore, conforto e nutrimento. Inoltre il cesareo dolce permette una estrazione lenta del feto per dare al bambino la possibilità di adattarsi in maniera più graduale e fisiologica alla vita extrauterina. Con la procedura di contatto pelle a pelle immediata dopo il parto (sia naturale o cesareo) viene favorito l’allattamento materno che ha innumerevoli benefici per madre e neonato come indicato anche da OMS e UNICEF.