GRADISCA D’ISONZO (GORIZIA) – Un incendio si è verificato nella serata di sabato 29 marzo all’interno del Centro di permanenza per i rimpatri di Gradisca d’Isonzo. Il rogo, scoppiato intorno alle 20:30, ha reso necessario l’intervento immediato dei vigili del fuoco di Gorizia, che sono riusciti a domare le fiamme dopo circa due ore.
Non si registrano feriti, ma i danni alle strutture sono significativi.
Una situazione ormai fuori controllo
L’episodio si inserisce in un contesto di tensione crescente all’interno del centro, dove le rivolte e i tentativi di fuga si susseguono con preoccupante frequenza. Secondo quanto denunciato dai sindacati di Polizia, la struttura presenta gravi criticità, che rendono impossibile una gestione sicura e adeguata.
In una nota congiunta, le segreterie provinciali di Sap, Siap, Silp, Fsp e Coisp hanno evidenziato i principali problemi del Cpr, tra cui:
- Inadeguatezza strutturale, che facilita tentativi di fuga e atti di violenza contro il personale;
- Ricostruzione rapida e superficiale dopo i frequenti episodi di devastazione, senza interventi risolutivi;
- Condizioni di sicurezza insufficienti, che espongono gli agenti a pericoli costanti.
Servono interventi immediati e strutturali
L’incendio di sabato non è il primo caso di disordini gravi registrati nel 2025. Il 20 gennaio, infatti, un dirigente di Polizia è stato gravemente ferito al volto da una scheggia di vetro durante una protesta. Poche settimane dopo, nel mese di marzo, si è reso necessario l’uso di lacrimogeni e l’impiego di forze antisommossa per contenere un’altra rivolta.
I sindacati, esasperati dalla situazione, chiedono interventi immediati e strutturali, affinché il Cpr di Gradisca d’Isonzo possa essere reso un luogo più sicuro sia per il personale di sicurezza che per gli stessi trattenuti.