UDINE – La situazione attuale tra Italia e Israele ha sollevato un acceso dibattito, in particolare tra i gruppi politici come Forza Nuova Udine, che esprimono una posizione di forte sostegno verso la causa palestinese. In una dichiarazione ufficiale, il movimento ha affermato che è “inaccettabile” permettere a Israele di competere come se nulla stesse accadendo, specialmente con il patrocinio del comune. Secondo Forza Nuova, questa scelta sarebbe stata influenzata dalla paura di una reazione negativa dell’opinione pubblica e da pressioni “dall’alto”.
Una critica al silenzio delle istituzioni
Il movimento ha denunciato l’inerzia delle istituzioni, sottolineando che da anni assistiamo a un genocidio in corso. Solo nell’ultimo anno, sarebbero stati oltre 40.000 i palestinesi uccisi, di cui più di 14.000 bambini. Questi dati, secondo Forza Nuova, testimoniano un’ampia violazione dei diritti umani e un massacro sistematico della popolazione civile, contrariamente a quanto descritto dai media come “errori”.
Un contesto di conflitto in espansione
Recenti eventi hanno ulteriormente aggravato la situazione, con attacchi ingiustificati nel sud del Libano e violazioni dei confini siriani. Secondo Forza Nuova, ci troviamo di fronte a un’entità prepotente che non si ferma davanti a nulla per raggiungere i propri obiettivi di dominio nella regione. “Un paese che si definisce civile non può stare dalla parte di chi promuove la barbarie più spietata”, affermano i rappresentanti del movimento.
Sostegno ai manifestanti pro Palestina
In vista della partita tra Italia e Israele, Forza Nuova ha espresso il proprio sostegno ai manifestanti pro Palestina, che intendono far sentire la loro voce durante l’evento sportivo. “Dimostreremo che il popolo non sta dalla parte del terrore”, ha dichiarato Gloria Callarelli, portavoce del movimento, evidenziando la necessità di far emergere una posizione chiara contro la violenza e le ingiustizie.
La dichiarazione di Forza Nuova Udine pone l’accento su un tema delicato e controverso, mettendo in discussione il ruolo delle istituzioni e la loro responsabilità nella crisi israelo-palestinese. La partita in programma diventa, quindi, un’occasione per unire le voci di chi chiede giustizia e pace per la popolazione palestinese, in un contesto di crescente tensione geopolitica.