UDINE – Il mondo della donazione di sangue in Friuli è stato scosso da un evento inatteso: il presidente dell’Associazione friulana donatori sangue Udine (Afds Udine), Roberto Flora, insieme ai vicepresidenti Mauro Rosso, Donnino Mossenta e Marco Rossi, ha annunciato le dimissioni dai rispettivi incarichi.
Alla base della decisione ci sarebbero divergenze di visione con la Federazione nazionale Fidas, l’ente di riferimento per Afds. Sebbene non siano stati resi noti dettagli specifici sulle tensioni interne, la scelta dei vertici provinciali segnala un disaccordo significativo con la gestione nazionale dell’associazione.
Assemblea provinciale Afds Udine convocata per il 31 maggio
La situazione di instabilità non durerà a lungo: è già stata convocata l’assemblea provinciale di Afds Udine per il 31 maggio, durante la quale sarà eletto un nuovo presidente. L’obiettivo sarà garantire continuità operativa all’associazione e rassicurare i numerosi donatori che, con il loro impegno, sostengono la sanità regionale.
Per diritto di replica: comunicato stampa di FIDAS Nazionale con le dichiarazioni del Presidente, Giovanni Musso
“Una grande associazione come Afds Udine saprà trovare al suo interno le persone giuste”
Un confronto tutto interno al Consiglio Direttivo di Afds Udine e personale del presidente e dei vicepresidenti provinciali dimissionari, che non scalfisce il grande contributo che la Federata friulana porta avanti da sempre all’interno di FIDAS Nazionale, della quale è peraltro Socia fondatrice.
Le dimissioni dei quattro componenti della Giunta sembrano essere l’epilogo amaro di una frattura che da tempo aleggiava e che avrebbe visto il presidente Roberto Flora quale promotore di una fuoriuscita di Afds da FIDAS Nazionale.
Una scelta che non avrebbe trovato il consenso della maggioranza dei componenti del Consiglio Direttivo che, invece, ha deciso di rimanere all’interno della Federazione condividendone spirito e valori. Non ha trovato sostegno nemmeno il progetto dell’autocandidatura dello stesso Flora avanzata in occasione dell’ultimo Congresso Nazionale tenutosi a Sanremo nel 2024.
Potrebbe essere anche questo il motivo che spinge oggi il presidente dimissionario a criticare l’operato di FIDAS Nazionale, della quale è stato vicepresidente fino al rinnovo delle cariche nazionali.
Non si vuole pensare che il drastico calo di donazioni di sangue che da otto anni interessa AFDS Udine, scese dalle circa 50 mila del 2018 alle poco più di 35 mila del 2024, in controtendenza rispetto alle altre Federate FIDAS, possa essere imputabile proprio al clima di dissenso tutto interno alla Dirigenza udinese e che possa inficiare la fiducia e la motivazione che spingono da sempre l’operato di tutte le Federate.
“Mi pare pleonastico sottolineare – dichiara il Presidente FIDAS Nazionale, Giovanni Musso – che FIDAS ha come suo principio fondante la tutela dei donatori e del Sistema trasfusionale e, da sempre, agisce nel suo impegno e operato con la massima trasparenza. Voglio ricordare che Afds Udine ha sempre espresso rappresentanti che hanno contribuito alla crescita di FIDAS.
Un dissapore interno alla Dirigenza udinese e qualche mal riposta ambizione personale non possono offuscare l’impegno e la dedizione che tutte le Federate FIDAS mettono a disposizione per la salvaguardia e la promozione della cultura della donazione di sangue e plasma.
Da parte mia e di tutto il Direttivo Nazionale, voglio evidenziare che le 80 Federate aderenti a FIDAS trovano sempre ascolto alle loro istanze. Sono certo che una grande associazione come Afds Udine saprà trovare al suo interno le persone giuste e di valore per poterla guidare in questo momento così da recuperare e portare avanti quella serenità che anima ed è linfa quotidiana per l’operato di tante e tanti volontari”.